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AUGURI CAPITANO







TORINO, 22 ottobre 2007 - È nato stamattina il figlio di Alessandro Del Piero e Sonia Amoruso. Nella clinica Sant'Anna di Torino, la moglie del capitano della Juventus ha dato alla luce un maschietto, che la coppia ha deciso di chiamare Tobias (circa 3 kg di peso).
Il giocatore bianconero ha trascorso le ultime ore prima del parto accanto alla moglie, che aveva raggiunto poco dopo la fine della partita di campionato vinta contro il Genoa e decisa proprio da Pinturicchio con un gol al 36' del primo tempo. Sul suo sito internet Del Piero ha scritto: "Cari Amici, Sonia ed io siamo emozionati nel comunicarvi la nascita di Tobias. La Mamma ed il piccolo stanno bene. Siamo felicissimi e vi ringraziamo per l'affetto che ci avete trasmesso".
La società ha espresso le sue felicitazioni sul sito internet bianconero: "Congratulazioni capitano", è il titolo del messaggio rivolto ad Alessandro Del Piero. "È davvero una settimana indimenticabile. Martedì scorso il rinnovo del contratto con la Juventus. Domenica il gol partita nella gara contro il Genoa. E nella notte la gioia più bella. Ad Alessandro e a Sonia le più grandi congratulazioni da parte della Juventus e di tutti i suoi tifosi".
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QUESTA JUVE FA GIA' PAURA




















Nel secondo anticipo della 1ª giornata i bianconeri travolgono per 5-1 un Livorno volenteroso ma inconsistente davanti. Trezeguet travolgente segna una tripletta, doppietta per Iaquinta (uno su rigore)
TORINO, 25 agosto 2007 - Guardi la classifica e la vedi sola in testa con tre punti. Poi guardi la classifica cannonieri ed è ancora Vecchia Signora. Questa Juventus fa già paura, eccome. E' certamente presto per dire come e dove potranno arrivare i bianconeri, ma il meritato successo sul Livorno per 5-1 (tripletta Trezeguet e doppio Iaquinta) è, per cominciare, il biglietto da visita. Di una squadra concreta, corta, non ancora messa alla prova in difesa ma capace di concretizzare al massimo le occasioni offensive. Travolgente addirittura quando a duettare con Trezeguet è Iaquinta. Bene anche Almiron, Nocerino e Salihamidzic, mentre assieme a tutto il Livorno viene rimandato pure Andrade.
SUBITO TREZEGUET - Emozione, tensione? La Juve impiega qualche minuto prima d'ingranare. E' inspiegabile, per dirne una, che all'inizio la costruzione del gioco passi dai lanci lunghi di Andrade, peraltro sempre imprecisi. Se ne accorge Ranieri, che subito riordina i ruoli a centrocampo: tocca ad Almiron tenere il pallino del gioco. Ed ecco le prime occasioni bianconere, contro un Livorno inconsistente in avanti: al 26' sgroppata di Chiellini e palla a Nedved che dal limite tocca morbido per Trezeguet. Il tiro è pronto tanto quanto la risposta di Amelia, che subito dopo è nuovamente protagonista sulla botta da fuori del solito Chiellini. Ma il gol è nell'aria: dall'angolo Del Piero disegna un uno-due, riceve e crossa al centro dove Trezeguet, indisturbato, porta in vantaggio la Juventus. A fine serata fanno 143 reti del francese in bianconero, quanto sono lontane le polemiche della scorsa stagione.
RIGORE SI', RIGORE NO - Il gol dà sicurezza ai bianconeri che tornano in campo con il piglio giusto per chiudere anzitempo la pratica Livorno: ci prova due volte Almiron ma Amelia è attento. Tra gli amaranto, Orsi richiama uno spento Tavano per l'esordio italiano di Tristan. Cambio anche nella Juve: esce Del Piero, autore di una buona prestazione, e al suo posto spazio per Iaquinta. Fasi di calma piatta, poi le prime decisioni da dare in pasto ai moviolisti: Andrade che trattiene Galante non è rigore, Grandoni che s'aggrappa a Iaquinta, sì. E il bomber della Nazionale non si fa pregare per chiudere il conto, siglando il 2-0. In precedenza il Livorno aveva avuto l'occasione per pareggiare ma il colpo di testa di Rossini è di quelli da dimenticare (E intanto Lucarelli fa doppietta con la Shaktar). Salihamidzic, tra i migliori, lascia il posto a Zebina e Tiago rileva Almiron: scroscio di applausi. Finita? Macchè. Iaquinta fa il 3-0 sfiorando un tiro di Nedved e poi offre a Trezeguet l'assist per il 4-0. Il quinto gol lo regala Amelia. Può bastare. Le grandi inseguono già.



GRAZIE RAGAZZI E BENTORNATI
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Grazie Capitano e grazie campioni!!!








Il capitano ha segnato come mai in passato, rimpinguando il suo record di gol in bianconero. Reti segnate dalla stagione 1993-94, emblema di un campione che cade e si rialza, e che c'è sempre
MILANO, 19 maggio 2007 - Ha dato l'esempio. Da capitano, simbolo. Da campione del mondo. Alessandro Del Piero è stato il trascinatore della Juventus nella rincorsa alla serie A. Fin da agosto, dai gol realizzati in coppa Italia contro Cesena e Napoli. Poi non si è più fermato. Ed ha segnato come solo nella stagione 1997-98, quando ne mise dentro 21. Allora si discuteva su chi fosse il miglior giocatore del mondo tra lui e Ronaldo. Da allora è successo di tutto. Alla Juve. Che ha vinto tanto sul campo e perso tanto a tavolino. A lui. Tra infortuni pesanti, critiche feroci, panchine spietate, tanti trofei alzati al cielo, compreso quello di Berlino. Una cosa non è cambiata: la maglia indossata. Bianconera.
IL GIOCATORE - Del Piero è il capocannoniere della serie B. Ha segnato 20 gol. In 33 presenze. Numeri record, che significano due cose: che Ale a 32 anni è un giocatore integro, capace di scendere in campo con continuità, pure in un torneo interminabile come la serie B, che talvolta obbliga a giocare ogni tre-quattro giorni; che il numero 10 bianconero in questa stagione ha "visto" la porta come mai in passato, se si considerano anche i 3 gol in due gare di coppa Italia. Ale è cambiato: non è più, se non in occasioni sporadiche (vedi Mondiale) l'attaccante a tutto campo, prototipo della punta moderna, capace di fare il centrocampista di fascia (di solito sinistra) e anche il centravanti. Adesso è, come sempre, più che mai, una seconda punta. Meno dinamico, l'età passa anche per i campioni, ancor più implacabile sottoporta. E non ha perso il vizietto tipico dei giocatori di grande qualità: segna quando conta di più. Come dimostrano i gol al Napoli (andata e ritorno), quelli al Bologna e la doppietta della partita promozione di Arezzo. In totale ne ha segnati 217 per la Juventus: record del club. Nell'epoca dei giocatori usa e getta, delle bandiere ammainate, lui rappresenta l'eccezione. Straordinaria come il giocatore.
L'UOMO - Del Piero è stato il leader del gruppo bianconero. Il riferimento. È alla Juventus dal 1993, da quando era il Bocia, appellativo originario prima dei vari Godot e Pinturicchio. Il ragazzino che segnava il gol del 3-2 alla Fiorentina nel dicembre 1994 con una volée da mille e una notte è adesso uomo maturo. Capace di segnare ancora gol da fantascienza, ma anche di dare l'esempio ai Palladino e Giovinco, come Vialli faceva con lui quando era ragazzino di belle speranze. La sua vita sportiva è stata un'altalena continua, e non lo diresti guardando la sua carriera, il suo albo d'oro. È un fenomeno, eppure un comune mortale. È caduto tante volte, dall'infortunio del 1998, con i tanti detrattori che lo davano per finito, ai gol sbagliati nella finale dell'Europeo del 2000 con la Francia, dagli infiniti ballottaggi in Nazionale, con Baggio, Totti, persino Cassano, dalle accuse di Zeman alle tante panchine di Capello. Del Piero si è sempre rialzato. A testa alta. Con quella linguaccia impertinente fatta alle avversità dopo i gol. Intelligente, mai banale, eppoi sempre presente. In azzurro come in bianconero. D'acciaio. Capace di resistere alle tempeste più devastanti. La coperta di Linus cui i tifosi si sono aggrappati quando le cose non andavano, quando tutto girava storto. Per loro è un grappolo di ricordi vissuti allo stadio o davanti alla tivvù, è, come cantano allo stadio, "la cosa più bella che c'è". Perché è un ragazzo normale, uno di loro, uno di noi, solo che gioca a pallone come un ragazzo speciale, da 15 anni come nessun altro. E sempre e solo per la Juventus.

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Siamo in A!!! Tremate squadre la Juve è ritornata!!!!
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